Ben presto, poi, agli inizi del
900, arriva il cinematografo ad offuscare, con la sua concorrenza, l’immagine del teatro, al quale non valse neanche la dotazione dell’illuminazione elettrica (
1901). Durante il
Fascismo si aggiunsero altre due forme di spettacolo: gli incontri

di pugilato e gli anniversari della marcia su
Roma.
Ma il
17 giugno 1944 le bombe degli Alleati danneggiarono irreparabilmente tutta la facciata del teatro, rendendolo inagibile. Da questo momento la struttura perde definitivamente la sua connotazione: gli alleati asportarono tutte le porte decorate dei palchetti e il tavolato del solaio, la facciata d’ingresso e l’atrio furono completamente rifatti, la piccola galleria a lato sulla piazzetta eliminata,
cancellando così ogni traccia dell’originario edificio ottocentesco.
Snaturata definitivamente l’istituzione teatrale, alcuni locali furono occupati dalla
sezione AVIS, altri dagli uffici comunali, finchè nel
1950, terminati i lavori di ristrutturazione, il glorioso teatro non era ormai che un “irriconoscibile e mutilato edificio pluriuso”, tra le cui tante funzioni c’era anche quella di cinematografo. I lavori di restauro dell’apparato decorativo del Teatro Comunale sono stati iniziati alla fine
di settembre ‘96 ed ultimati agli inizi del mese di giugno ‘97.
Grazie alla disponibilità e tempestività della Direzione dei lavori è stata possibile, malgrado situazioni impreviste e maggiorazioni dei lavori, la realizzazione del complesso e difficile intervento di restauro nei tempi previsti .
L’intervento ha raggiunto pienamente l’obiettivo di ripristinare tutte le decorazioni originarie secondo le regole

d’arte ed ha ottenuto l’effetto estetico a prova d’autore, in questo caso ignoto, ma senz’altro validissimo. Le decorazioni risplendono di nuovo nella volta con i fittissimi ornamenti e le seducenti scene mitologiche raffiguranti
“Leda con il cigno”, “Danae”, “Centauro e la ninfa” e “Selene con Endimione dormiente” e nel boccascena con l’affascinante scena centrale raffigurante “Due personaggi femminili in abiti da sera”
La ricchezza dei dipinti in volta contrasta, per volontà dell’autore, dalle contenute ma eleganti decorazioni dei parapetti dei palchi e mostra il perfetto eclettismo ottocentesco che può vantarsi di nuovo delle sue eleganti e raffinate cromie, intonate armoniosamente nel loro insieme, non cedendo il campo agli altri teatri marchigiani più famosi nella sfilata delle bellezze ritrovate.
Il teatro di Chiaravalle riapre i battenti il
25 ottobre 1997.